Giapponesi si nasce

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“Giapponesi si nasce” è il titolo di un libro, di un blog, di un viaggio tra Osaka e Tokyo che sta durando ormai da più di tre anni, e non credo finirà presto. Il blog lo state leggendo, il viaggio ve lo racconto quando ci vediamo, il libro è diviso in due parti: Osaka Style e Tokyo Style. Ma quale stile? Veloce, secco, diretto (poi ditemi voi se vi piace o meno), comunque “giornalistico”: non a caso, parte del materiale è già stato pubblicato su “A” – il settimanale di RCS – dal luglio del 2007. Dimenticavo l’Appendice: “Quando la lingua la si inventa – Le migliori frasi degli studenti giapponesi a lezione di italiano”: perle di sgrammaticata saggezza certosinamente raccolte durante il mio errare tra le postazioni di Nova (la scuola per la quale lavoravo).

info [AT] giapponesisinasce.com

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“Guardiamo senza essere guardati” è una delle dieci cose che i giapponesi non ammetteranno mai. E’ quello che ho imparato a fare anch’io nel corso dei miei primi tre anni in Giappone, dove mi è stato predetto che avrei partorito senza dolori, sono passato per il fallimento della scuola nella quale insegnavo italiano a Osaka (che mi ha portato alla disoccupazione e all’iscrizione a un sindacato giapponese), e ho (ri)cominciato a fare (questa volta un po’ più seriamente) il giornalista a Tokyo.
Nel frattempo, ho scoperto che i ladri di mutandine non sono una leggenda, che c’è qualcuno che vorrebbe una legge sul matrimonio tra umani e personaggi di manga e anime, che per conquistare una giapponese bastano 14 minuti, e che in caso di un terremoto di 7,3 di magnitudo a Tokyo ci sarebbero 810.000 persone alla disperata ricerca di un bagno.

“Giapponesi si nasce” raccoglie esperienze, visioni, frammenti di vita quotidiana di un giornalista nella terra del Sol Levante, un mondo in cui ogni giorno non è mai uguale al precedente: testi brevi e curiosi, istantanee divertenti, per chi ha voglia di scoprire un po’ di più il Giappone, le sue contraddizioni e le sue peculiarità.

Mi sono limitato a guardare, osservare e cercare di capire senza troppe pretese: perché il Giappone è un insieme di luoghi nei confronti del quale esistono solo diversi gradi di ignoranza.

L’appendice (“Quando la lingua la si inventa – Le migliori frasi degli studenti giapponesi a lezione di italiano”) dà voce ai tanti giapponesi che, nel periodo in cui insegnavo la lingua di Dante, scelsero come hobby, invece di collezionare orsacchiotti o giocare a tennis, lo studio dell’italiano. Grazie alla loro sgrammaticata saggezza, ho capito che “non è sempre bisogno pasta”, “forse non andrò ovunque” e “non c’è nessuno senza io”.

I giapponesi sono molto più simili a noi di quanto crediamo: è solo che riescono a nasconderlo molto bene.

“Giapponesi si nasce”
di Paolo Soldano

ALETTI EDITORE

Collana “Gli emersi – Narrativa”

Immagine di copertina di Anwar Maggi

ISBN 978-88-6498-348-6

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  1. é semplicemente sconvolgente il modo in cui analizzi il popolo di una nazione, che ho sempre considerato al di la della nostra comprensione…lo fai un un modo diretto e immediato che lascia a bocca aperta, per la descrizione sicura e sviscerante del loro essere unici. In relazione al consigli che dai per far colpo su una donna in 14 minuti……..ti faccio analizzare un altra casistica…Sono un italiano di 62 anni separato da 15…anche se non so per niente l’inglese ho girato un po tutto il mondo con amici arrangiandomi per la lingua, nel tentativo di riempire il vuoto lasciato da mia moglie, ho voluto cambiare totalmente rotta, come gusti femminili,tendenzialmente ho capito che mi piace di piu’ l’oriente come viso femminile e come cultura, in un primo tempo ho pensato a un indiana,poi a una thailandese,infine a una giapponese e ahime!! tutte parlano inglese, troppo tardi…mi dico. in questi giorni di ritorno dal Peru’ , e dall’avventura con una peruviana in suolo italiano, ho voluto esplorare badoo per vedere cosa offriva ..(non parlo Inglese).ricerca avanzata età 50/55 donna eterosessuale parlante lingua italiana. Ne trovo tre Osaka e Tokio anche carine 50 anni(bisogna vedere poi come sono adesso), da diversi articoli letti su internet ,emerge il dato che sono tante le giapponesi separate da mariti che lavorano 22 ore al giorno….. gli scrivo in italiano nella chat parole convincenti con anche una proposta di ospitalità a casa mia per conoscere meglio l’italia , non chiedevo niente, davo solo un offerta di ospitalità ((non mi hanno risposto neanche CREPA)) possibile nessuna delle tre,. nemmeno ciao (non siamo interessate)sono rimasto davvero male …tutte mi hanno risposto ucraine ,russe, moldave, polacche, thailandesi scrivendo qualche frase in inglese, ma loro niente, e sto pensando di fare marcia indietro, di venire in giappone nemmeno a pensarci,non sapendo l’inglese,.. sono pensionato e con il mio reddito mensile riuscirei appena a mangiare figurati a soggiornare. L’unica ozione che avevo era farle venire qua , per lavoro, per studio ,per turismo, per migliorare l’italiano, poi se gli fossi interessato e che fosse diventata una cosa reciproca allora poteva anche restare. Sono rimasto scoccato per l’unicita di questo comportamento e comunque questa cosa mi ha demoralizzato, forse é per l’età forse é perché non mi posso risposare ‘?? dichiarando il mio stato civile , non credo e comunque é inutile che cerco di darmi spiegazioni per non essere nemmeno stato degno di un saluto, mi leggerò il tuo libro prima cercando di capire le 1001 ragioni del perché non cercare una donna in giappone sei bravissimo ciao Roberto

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